Chi siamo

Our main activity is Economy and Finance themes. We study the market development and the economical news coming from different countries in particular U.S., Europe and Japan. We elaborate all data by a software – Pythia – with the purpose to make forecasting about the trend of the most important Stock Exchange index and the process of the main currencies and commodities.

Il nostro pane quotidiano è lo studio di ciò che riguarda l'Economia e la Finanza. Seguiamo gli andamenti dei mercati e le notizie economiche provenienti dai vari paesi con particolare attenzione agli Stati Uniti, l'Europa ed il Giappone. Elaboriamo i dati tramite un software - Pythia - con lo scopo di effettuare previsioni sugli andamenti degli indici di borsa, sulle valute e sulle principali commodities.

PYTHIA takes the name by the priestess who pronounced the oracles at Delfi’s sanctuary.

In our case, take inspiration from the origin of the name, it is “our oracle” represented by an artificial neural Network with the purpose to pointout the future way of stock index, currencies and commodities.

PYTHIA trae il nome dalla sacerdotessa che pronunciava gli oracoli nel santuario di Delfi.

Nel nostro caso, ispirandosi all'origine del nome, rappresenta il "nostro oracolo" nelle vesti di una rete neurale artificiale

(ANN "Artificial Neural Network") che ha il compito di indicarci la direzione futura dei mercati azionari, delle valute e delle commodities.



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mercoledì 20 novembre 2013

Banca Mondiale. Italia il paese più tartassato.

L’Italia è il Paese Ue più tartassato dal fisco.
E' quanto risulta dal rapporto Paying Taxes 2014, compilato dalla Banca Mondiale.

Il carico fiscale totale (Total Tax rate) che grava sulle imprese italiane è il più elevato in Europa, pari al 65,8% degli utili , contro una media Ue e Efta calata al 41,1% dal 42,6% e una media mondiale in flessione dal 44,7% al 43,1%. In pratica le nostre aziende pagano quasi il 50% in più rispetto alla media mondiale.


giovedì 14 febbraio 2013

Cosa hanno in comune l’Italia e la Grecia?


Le elezioni parlamentari greche  si sono tenute il 17 giugno 2012. Le consultazioni sono avvenute solo dopo un mese dalle precedenti elezioni, a seguito delle quali non si era potuta costituire alcuna maggioranza parlamentare.
In Grecia si è avuto un crollo dei due partiti maggiori, quindi, di quei partiti che avevano appoggiato le misure di austerità volute dall’ Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.  Le previsioni di voto per l’Italia prevedono un calo del Pd, del Pdl e dell ‘UDC i partiti che hanno appoggiato il Governo dei tecnici.
La Grecia al pari dell’Italia, era fino a poco prima guidata da un governo di tecnici, facente capo all’ex banchiere centrale Papademos, uomo di fiducia dei poteri sovrannazionali ( vi ricorda qualche cosa?)
Papademos si è dimesso  prima del termine naturale della legislatura, anche Monti non ha raggiunto la scadenza naturale del mandato .
La Grecia è schiacciata da un enorme debito pubblico che non sarà in grado di ripagare, ed è questo un problema che interessa in primis i suoi principali creditori, ovvero le grandi banche europee. Le stesse preoccupazioni riguardavano anche l’Italia, vi ricordate   cosa ripetevano sempre la televisione, i giornali ed i politici ? …… “eravamo sull’orlo del baratro” (si e ora abbiamo fatto un passo in avanti:  pil -2.7% , debito/pil 127.3%, 104.000 aziende chiudono tra fallimenti e liquidazioni, disoccupazione ai massimi, mercato immobiliare crollato).
Papademos, il premier tecnico, venne posizionato a capo del governo per garantire in prima persona che parte di questo debito fosse recuperato, anche Monti doveva garantire il rimborso delle scadenze dei prestiti.
Nel suo breve mandato, l’ex banchiere centrale non ha fatto altro che seguire alla lettera le imposizioni che arrivavano dalla BCE e dal FMI, strangolando con tasse e tagli una economia già in coma profondo, e raccattando tra il patrimonio dei singoli cittadini quanto più valore fosse possibile. In Italia più tasse, aumento di IVA, istituzione dell’IMU, la TARES un’altra stangata simile all’ IMU rinviata a questa estate per motivi elettorali, aumenti di accise sui carburanti e altro ancora.
Papademos è stato un curatore fallimentare. Rinunciando al suo posto, l’ex premier greco ha fatto intendere che il suo compito era concluso, ovvero non c’era più niente da raccogliere, la popolazione era stata spremuta al massimo. Monti invece si ricandida …. buon segno ancora c’è da spolpare.
In Grecia i tecnici si sono fatti da parte, ed hanno lasciato il paese in mano ad una accozzaglia di partiti che palesemente non hanno nessuna possibilità di attuare un qualsivoglia piano di salvataggio.
In Italia come andrà a finire?

Andamento dell'economia della zona euro


L'economia della zona euro negli ultimi tre mesi del 2012 è andata  peggio delle  previsioni di quegli economisti prezzolati incaricati  di diffondere notizie edulcorate.
 Il declino è stato profondo nonostante qualche “dotto” vedesse da tempo luci in fondo al tunnel e chi sa ....... forse sentiva anche voci che gli suggerivano di essere l’unto del Signore , Salvatore della Patria, Profeta delle Banche e Paladino dell’Euro.
Il prodotto interno lordo, nella UE ha registrato una contrazione del 0,6% rispetto al trimestre precedente ed è sceso dello 0,5%  in relazione a tutto il 2012.
Italia e Spagna pagano più degli altri la loro debolezza con una contrazione del Pil nel quarto trimestre pari allo 0.9% per la prima e dello 0.7% per la seconda.
Così, mentre il presidente della Bce Mario Draghi  “vede segni di contagio positivo e il miglioramento delle condizioni finanziarie in tutta la regione”, ( la BCE stà vedendo la fine della crisi dal gennaio 2012) la domanda interna in tutta la zona euro è destinata a rimanere depressa dalle politiche di bilancio di molti paesi, dalle condizioni del credito, dalla disoccupazione, e dal limitato potere d'acquisto dei consumatori, a tutto questo va aggiunto il problema Cipro che si fa sempre più pressante.

mercoledì 13 febbraio 2013

Tra una promessa elettorale e l’altra ci avviciniamo alla bancarotta del sistema Italia.


Il 2012 per le aziende italiane non si è chiuso affatto bene. 12.000 sono i fallimenti, 2.000 le procedure non fallimentari e 90.000 le liquidazioni. Oltre 104 mila imprese sono entrate in crisi o hanno dovuto chiudere i battenti.
Si tratta di un valore che supera quello già elevato del 2011 (+2,2%).
I dati di Cerved Group mostrano che nel 2012 la recessione ha avuto un impatto notevole nel comparto dei servizi pari al +3,1% e nelle costruzioni al +2,7%, mentre la manifattura - anche se con un numero di fallimenti che resta a livelli critici - ha registrato un calo rispetto al 2012 (- 6,3%).
Dal punto di vista dei territori, le procedure sono aumentate nel Nord Ovest (+6,6%) e nel Centro (+4,7% , ma sono rimaste ai livelli dell'anno precedente nel Sud e nelle Isole (‐0,4%). Nel Nord Est i casi sono invece diminuiti (‐ 4,3%), un dato compensato dall'incremento forte delle liquidazioni e che ha portato il totale di chiusure in quell'area a superare quota 20 mila (+8,6% sul 2011).
Il fenomeno delle liquidazioni volontarie ha riguardato tutta l'economia: se si considerano le "vere" (non contando le cosiddette scatole vuote) società di capitale, vanno registrati aumenti con tassi a due cifre nel terziario (14%), nelle costruzioni (13,8%) e nell'industria (13,1%).
Dal 2009 si contano più di 45 mila fallimenti. Il numero maggiore ha riguardato imprese del terziario, 21.000, ma i dati indicano che è stata l'industria a pagare il conto più salato alla recessione: il totale delle societa' di capitale manifatturiere che sono fallite tra il 2009 e il 2012 sale al 5,2% di quelle che avevano depositato un bilancio valido all'inizio del periodo considerato, contro una percentuale pari al 4,6% nelle costruzioni e al 2,2% nei servizi.

Per completare il quadro aggiungo il grafico della produzione industriale italiana.



venerdì 14 dicembre 2012

Un anno sui ……. Monti, forse era meglio se andavano tutti a……. beh diciamo al mare.


Analizziamo i risultati di un anno di lavoro del  governo dei non eletti.
Dopo una serie di devastanti manovre ammazza Italia oops scusate intendevo Salva Italia (ah ah ah ) che cosa abbiamo ottenuto?
Un aumento record del debito pubblico, ora certificato anche da Banca D’Italia.
 In data 31  Ottobre 2012 il debito pubblico italiano è arrivato a : 2.014.693.000.000  €.  Oddio come  si legge? duetriliardi quattordicimilaseicentonovantatrè milioni di euro.
Mi sento di inviare un sentito ringraziamento in particolare a Mario Monti, indiscusso e soprattutto indiscutibile Grande Leader e Salvatore della Patria.
 Ma come dimenticare i Ministri:
Vittorio Grilli ministro dell’economia per i cittadini e delle finanze sottratte ad altri.
 Corrado Passera ministro per lo sviluppo economico. Avete letto bene sviluppo economico non è uno scherzo.
Francesco “Profumo”  istruzione, università e ricerca. Mai ministro fu più azzeccato. Della pubblica istruzione in Italia e rimasto solo l’odore.
E infine la più “giusta” di tutti ministro per il lavoro Elsa Fornero. Per quanto riguarda il lavoro non ci resta che piangere, in fondo voleva farcelo capire fin a subito.