Chi siamo

Our main activity is Economy and Finance themes. We study the market development and the economical news coming from different countries in particular U.S., Europe and Japan. We elaborate all data by a software – Pythia – with the purpose to make forecasting about the trend of the most important Stock Exchange index and the process of the main currencies and commodities.

Il nostro pane quotidiano è lo studio di ciò che riguarda l'Economia e la Finanza. Seguiamo gli andamenti dei mercati e le notizie economiche provenienti dai vari paesi con particolare attenzione agli Stati Uniti, l'Europa ed il Giappone. Elaboriamo i dati tramite un software - Pythia - con lo scopo di effettuare previsioni sugli andamenti degli indici di borsa, sulle valute e sulle principali commodities.

PYTHIA takes the name by the priestess who pronounced the oracles at Delfi’s sanctuary.

In our case, take inspiration from the origin of the name, it is “our oracle” represented by an artificial neural Network with the purpose to pointout the future way of stock index, currencies and commodities.

PYTHIA trae il nome dalla sacerdotessa che pronunciava gli oracoli nel santuario di Delfi.

Nel nostro caso, ispirandosi all'origine del nome, rappresenta il "nostro oracolo" nelle vesti di una rete neurale artificiale

(ANN "Artificial Neural Network") che ha il compito di indicarci la direzione futura dei mercati azionari, delle valute e delle commodities.



venerdì 29 novembre 2013

La stangata fiscale che i giornali non raccontano.

Leggendo la legge di stabilità scopriamo che una bella fetta dei soldi necessari per le coperture dovrebbero arrivare da una razionalizzazione dei regimi di agevolazione fiscale.
 La razionalizzazione, secondo il Governo, sarà fatta entro il prossimo 31 gennaio.
In pratica, quello che non si è riuscito a fare in  anni sarà fatto in poco più di due mesi.
Voi ci credete? Noi no e neppure il Governo visto che ha provveduto ad inserire nel testo della legge la cosiddetta   “clausola di salvaguardia”. Se entro la fine di gennaio il taglio selettivo delle agevolazioni fiscali non sarà stato possibile, allora si provvederà con un taglio lineare.  Tutte le detrazioni al 19% passeranno al 18% e poi al 17% nel 2015.
Oltretutto la clausola è retroattiva e  sarà valida a partire dai redditi del 2013,  per essere incassata subito con le dichiarazioni del 2014.
Quali sono questi sgravi fiscali che saranno ridotti automaticamente? le  spese mediche,  le detrazioni per gli interessi sui mutui prima casa , le erogazioni liberali al terzo settore , le spese funebri per citarne alcuni.
In pratica si riprendono i soldi più in busta paga che la manovra vuol restituire ai lavoratori.

Con una mano danno …… e con due prendono.


mercoledì 27 novembre 2013

L'Italia ha un futuro

L'Italia ha un futuro,
i nostri politici sono i migliori
non ci credete? ascoltateli e .....fate voi

giovedì 21 novembre 2013

Forecasts for the main financial markets

Forecasts on the financial markets valid for the month of November processed by PYTHIA.
A teaching purposes and for those who could not attend our courses we publish forecasts of our oracle PYTHIA about the performance in November of the following indices and commodities.

INDICES

SP500 bullish
DOW JONES Bullish
Nikkei bullish
DAX bullish


COMMODITIES

GOLD BEARISH

OIL BEARISH

Previsioni sull'andamento dei principali mercati finanziari

Previsioni  sull’andamento dei mercati finanziari valide per il mese di Novembre elaborate da PYTHIA.
A scopo didattico e per chi non ha potuto frequentare i nostri corsi pubblichiamo le previsioni del nostro oracolo PYTHIA riguardanti l’andamento nel mese di  Novembre dei seguenti indici e  commodities.
INDICI
SP500                  RIALZISTA
DOW JONES       RIALZISTA
NIKKEY               RIALZISTA
DAX                     RIALZISTA
COMMODITIES
GOLD                   RIBASSISTA    

OIL                         RIBASSISTA     

mercoledì 20 novembre 2013

Banca Mondiale. Italia il paese più tartassato.

L’Italia è il Paese Ue più tartassato dal fisco.
E' quanto risulta dal rapporto Paying Taxes 2014, compilato dalla Banca Mondiale.

Il carico fiscale totale (Total Tax rate) che grava sulle imprese italiane è il più elevato in Europa, pari al 65,8% degli utili , contro una media Ue e Efta calata al 41,1% dal 42,6% e una media mondiale in flessione dal 44,7% al 43,1%. In pratica le nostre aziende pagano quasi il 50% in più rispetto alla media mondiale.


sabato 28 settembre 2013

Complimenti la Troika colpisce ancora

L’Università di Atene chiude per i tagli
Il Senato dell’Università Nazionale  di Atene (EKPA) nella sua sessione straordinaria del 23 settembre 2013 riscontra:

l’ oggettiva e assoluta impossibilità dell’Università di Atene di svolgere le sue funzioni didattiche, di ricerca e amministrative;
che l’incomprensibile insistenza del ministero della pubblica istruzione e delle religioni, delle riforme amministrative e dell’e-government in scelte che minano direttamente l’istruzione superiore delle nuove generazioni in Grecia, che sono la sostanziale speranza per superare la crisi sociale e finanziaria nei prossimi anni, non può in nessun modo essere accettata.
che i ministeri della pubblica istruzione e delle riforme con calcoli di contabilità infondati e approssimazioni, indegni delle istituzioni responsabili di uno stato civile, e nella più totale opacità, emarginano la prima università del paese e dei Balcani, che offre ininterrottamente dal 1837 un importante contributo per la didattica, la ricerca e la società, contribuendo allo sviluppo del paese.
Il Senato, quindi, decide di ricorrere ai tribunali competenti del paese e a quelli europei, sulla base dei suoi diritti costituzionali e delle Convenzioni Internazionali sullo spazio comune nell’istruzione superiore.

Il Senato dell’Università Nazionale  di Atene informa con mestizia l’opinione pubblica che l’Università di Atene è costretta contro la propria volontà a dover cessare l’immatricolazione di nuovi studenti, lo svolgimento degli appelli, le sessioni di laurea e in generale qualsiasi altra attività accademica e sociale, nonché dell’impossibilità di adempiere ai suoi compiti internazionali.

Il Senato infine rivolge una calorosa richiesta a qualunque istituzione competente affinché anche all’ultimo momento vengano sospese le dolorose misure a danno dell’Università di Atene.


venerdì 12 luglio 2013

Italiani!! Prendete i soldi (se ancora ne avete) e scappate!!


Tra poco più di un anno entrerà in vigore il Fiscal Compact e quindi da allora e per i successivi 20 anni dovremmo cercare di  riportare il debito pubblico dall’attuale 130% circa del Pil al 60%.

Quindi prepariamoci a subire nuove tasse e ulteriori tagli di spesa per il recupero di circa 50 miliardi di euro all’anno per venti anni!!

Facciamo un po’ di conti……..

I nostri governanti stanno tirando avanti da mesi il teatrino delle marionette per un si o un no dell’IMU sulla prima casa. Tutto per  portare nelle casse l’esiguo importo di circa 4 milardi di euro. Mesi  per rinviare o non rinviare  l’aumento dell’iva. Anche cosi non più di altri 4 miliardi di euro.  Come anche  l’introduzione di una nuova imposta di consumo del 58,5% su sigarette elettroniche e relativi liquidi. Ma quanto devono ancora escogitare per raggiungere le cifre di cui sopra?

A questo punto viene spontaneo chiedersi quale potrebbe essere il comportamento dei  governi del prossimo ventennio di “dittatura finanziaria”? La storia ci insegna qualche cosa.

Negli ultimi vent’anni i vari governi che si sono avvicendati in Italia, di qualsiasi schieramento politico siano stati, ci hanno avuto imposto  tutti la stessa ricetta: 20% di tagli di spesa e  80% di nuove tasse.

Quindi il conto è presto fatto!! Aspettiamoci circa 10 miliardi di tagli di spesa pubblica! Ma cosa penseranno di tagliare?

Ovvio che gli F35 non si toccano! Neanche il Parlamento può opporsi, come ha ammonito il Consiglio supremo della Difesa in un comunicato, diffuso al termine di una riunione tenutasi al Quirinale e presieduta dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Tagli agli sprechi e ai privilegi? Difficile! visto che su questi si basa gran parte del consenso elettorale di alcune forze politiche.

Ma a questo punto viene da chiedersi…. Ma che fine ha fatto la spending review? Vi rispondo io.

La spending review  conteneva una serie di disposizioni mirate al contenimento della spesa pubblica corrente che avrebbero dovuto liberare  svariati miliardi di euro da destinare alla riduzione della pressione fiscale (ah! ah! ah!).

 Innanzitutto avrebbe dovuto occuparsi del costo del personale della pubblica amministrazione. La previsione era un taglio fino al 40% del personale amministrativo, arrivando ad “intaccare” anche gli organici delle forze armate.

Poi si sarebbe provveduto alla razionalizzazione del patrimonio pubblico riducendo le spese dei Ministeri, fino, addirittura, all’abolizione delle Province (????). .

Ad oggi di tutto ciò cos’è stato effettivamente realizzato? Praticamente nulla!!

 La “barzelletta” della “spending review” trova conferma nel fatto che dagli stessi documenti ufficiali della Finanza Pubblica risulta che i consumi intermedi della pubblica amministrazione sono previsti nel 2017 in aumento.

Una spending review che “espande” la spesa pubblica invece di ridurla!

Comunque resta sempre possibile la “ricetta greca”. Ingredienti? taglio di qualche migliaio di dipendenti pubblici ed ai “fortunati” che restano una bella riduzione a metà dello stipendio; cancellazione dell’assistenza sociale; limitazioni alle pensioni. Così ci saranno immediatamente disponibili  una decina di miliardi!

Peccato che  manchino ancora all’appello circa 40 miliardi l’anno per venti anni!!!!

Da dove si possono prelevare?

Ma dalla ricchezza degli italiani, naturalmente! Questa, da sempre, costituisce una preda golosa per i sempre affamati e ingordi burocrati.

In base ai dati resi noti da Bankitalia, sappiamo che il patrimonio degli italiani è costituito da:

Attività reali  per circa 6.000 miliardi di euro

Attività finanziarie per circa  3.500 miliardi di euro

Passività finanziarie per circa 900 miliardi di euro.

Queste due macro classi di attività, dedotte dalle passività, costituiscono la ricchezza netta degli italiani. Il suo ammontare è pari  circa a 8.600 miliardi di euro.

Qualche tempo fa, il Capo Economista della Commerzbank, Jörg Krämer,   ha auspicato l'applicazione di un'imposta patrimoniale del 15% sulle attività finanziarie in possesso dei risparmiatori italiani (titoli di stato, obbligazioni, depositi, e via dicendo). Questa era stata vista come un’ottima “ricetta” per  ridurre il debito pubblico entro il 100% in ragione del Pil.

Ora, se mai questa “ricetta” venisse applicata,  cerchiamo di capire come gli italiani potrebbero essere “depredati” dei loro risparmi.



Ricchezza mobiliare ed immobiliare delle famiglie italiane in miliardi di euro                                                                        

                                                                           

Abitazioni                                                        5.027

Fabbricati non residenziali e Terreni                    588

Oggetti di valore                                                 125

Impianti, macchinari, attrezzature, avviamenti       237

Totale                                                             5.977

E’ evidente come la parte prevalente della ricchezza è costituita da abitazioni ed è già tassata dall'IMU e da altre imposte. Le stesse imposte che gravano sui fabbricati non residenziali e sui terreni.

Gli oggetti di valore, essendo per lo più costituiti da beni non registrati (oro, gioielli, oggetti di antiquariato,  dentiera del nonno)  sfuggono alla possibilità di poter essere tassati, per il semplice fatto che il fisco  non ne conosce la collocazione e quindi la proprietà.

 Gli impianti, i macchinari, le attrezzature e  gli avviamenti, rientrando per lo più nelle disponibilità delle imprese per l'esercizio delle proprie attività,  potrebbero essere tassati, ma con un maggior aggravio sulle imprese stesse che già scontano livelli di prelievo fiscale vicino al 70%

I “furbacchiotti” che ci mal governano potrebbero nascondere il maggior prelievo fiscale rivalutando le rendite catastali (già abbondantemente rivisitate) e aggiungendo qualche punto percentuale  al prelievo (già esageratamente esoso) IMU. Ovviamente una tassazione di questo genere, anche solo di qualche punto percentuale,  farebbe precipitare il valore degli immobili.

Oltretutto, sempre i nostri “mal-governanti “sembra non sappiano che il possesso di  immobili non equivale al possesso della liquidità necessaria a pagare le imposte!

Quindi è ovvio che gli effetti di un intervento di questo genere sarebbero fortemente recessivi.

Certo che l’operazione sarebbe mascherata da una cortina fumogena “condita” ad hoc da esenzioni per prima casa (non si tocca!!), da una maggiore progressività ottenuta attraverso estrosi calcoli, e da detrazioni dal valore degli immobili gli eventuali mutui (no!! Dai!! stavo scherzando!! Non posso immaginare tanta…onestà!!).

Vediamo, ora, qualcosa sulla ricchezza finanziaria

Ricchezza finanziaria delle famiglie italiane in miliardi di euro                                                                                      

                                                                                           

Contanti                                                                         114

Depositi bancari e postali                                                983

Crediti commerciali                                                        100

Debito pubblico                                                             184      

Obbligazioni e titoli e fondi                                          1.488

Azioni e partecipazioni societarie                                    698

Riserve tecniche di assicurazioni                                     680

Prima strategia: togliere il denaro contante. E' chiaro che tassare il contante, fino a quando questo rimarrà tale, sarà  impossibile. Per questo motivo, buona parte  del mondo politico, con l’aiuto di giornalisti di parte, è favorevole ad una progressiva abolizione del denaro contante. In tal modo, obbligatoriamente, questo verrebbe depositato nelle banche e quindi diverrebbe individuabile da parte del fisco, facendo emergere nuova materia imponibile da colpire.

 Per quanto riguarda le riserve assicurative….beh lì c’è da stare   tranquilli, con  governi sempre più proni ai voleri dei potenti lobbies finanziarie!

Un’imposta patrimoniale feroce potrebbe, invece,  colpire i fondi pensione e i fondi assicurativi, verso i quali si è cercato di  attirare un gran numero  di risparmiatori con  la speranza di  integrare (o forse più realisticamente: sostituire)  la sempre più "insperata" pensione erogata  dai vari enti previdenziali.

Gli investimenti finanziari (ossia in titoli di stato, obbligazioni, fondi comuni, azioni ecc), per loro natura, si prestano ottimamente  ad essere colpiti dal fisco.

Ovviamente, come per gli immobili, anche in questo caso assisteremo alla caduta dei loro valori sui  mercati finanziari.

Per  i titoli di stato vale un ulteriore rafforzamento alle usuali diaboliche manovre fiscali.

Si potrebbe, cioè, operare una “compensazione” tra il  rendimento e il debito d’imposta che potrebbe  scaturire dalla sua tassazione; trasformando cosi il risparmiatore-creditore in contribuente-debitore. In tal modo diminuirebbero gli  interessi debitori previsti o, nel caso, il capitale alla scadenza del titolo potrebbe essere decurtato. E, senza eufemismi, definirei questa operazione un default mascherato da tassazione.

Le obbligazioni bancarie, potrebbero essere facilmente sottoposte ad untaglio, cosicché  il risparmiatore si ritroverebbe, involontariamente,  a contribuire al salvataggio di qualche banca di medie o grandi dimensioni  che potrebbe trovarsi in stato di difficoltà. Cipro docet!

Ma di soldi ne servono proprio tanti e per tanti anni!! E’ quindi possibile che si possa arrivare  alla vendita dei famosi “gioielli di Stato”.

Cosa farebbe  il buon padre di famiglia in questi casi? Venderebbe i propri beni al miglior offerente! Cosa fanno i nostri politici? Svendono ai loro migliori amici!!

Immaginate , però, che fortuna per i grandi investitori stranieri!! Potranno acquisire immobili, aziende, marchi, titoli azionari italiani a due soldi, anzi,….a due euro!!!

Non ci credete? Pubblicherò un post su questo argomento!

Chi ci guadagnerà da questi ipotetici (ma non troppo) interventi finanziari? Non certo gli Italiani!! Loro ne usciranno sicuramente devastati anche  peggio dei Greci. E la devastazione, si sa, è terreno fertile per i germi della violenza!!

Le soluzioni? Innanzitutto, rivedere al più presto i trattati europei e chiedere il conto a chi ci ha portato nel baratro (e anche oltre!!)!

E……tutto inizierà tra esattamente tra 538 giorni! Siete ancora in tempo!

 P.S  a tutto questo dobbiamo aggiungere i soldi (tanti!!) che dobbiamo all’Europa per aver aderito al MES …. Ma questa è un’altra storia …