Chi siamo

Our main activity is Economy and Finance themes. We study the market development and the economical news coming from different countries in particular U.S., Europe and Japan. We elaborate all data by a software – Pythia – with the purpose to make forecasting about the trend of the most important Stock Exchange index and the process of the main currencies and commodities.

Il nostro pane quotidiano è lo studio di ciò che riguarda l'Economia e la Finanza. Seguiamo gli andamenti dei mercati e le notizie economiche provenienti dai vari paesi con particolare attenzione agli Stati Uniti, l'Europa ed il Giappone. Elaboriamo i dati tramite un software - Pythia - con lo scopo di effettuare previsioni sugli andamenti degli indici di borsa, sulle valute e sulle principali commodities.

PYTHIA takes the name by the priestess who pronounced the oracles at Delfi’s sanctuary.

In our case, take inspiration from the origin of the name, it is “our oracle” represented by an artificial neural Network with the purpose to pointout the future way of stock index, currencies and commodities.

PYTHIA trae il nome dalla sacerdotessa che pronunciava gli oracoli nel santuario di Delfi.

Nel nostro caso, ispirandosi all'origine del nome, rappresenta il "nostro oracolo" nelle vesti di una rete neurale artificiale

(ANN "Artificial Neural Network") che ha il compito di indicarci la direzione futura dei mercati azionari, delle valute e delle commodities.



domenica 3 febbraio 2013

Verifica previsioni PYTHIA valide per il mese di Gennaio 2013


Nel mese di  Dicembre 2012 il nostro oracolo PYTHIA aveva fornito  7 previsioni sull’andamento dei seguenti  indici valevoli per il mese di Gennaio 2013. Tutte le previsioni si sono rivelate corrette, con una precisione quindi del 100.0%. Le previsioni elaborate da PYTHIA vengono illustrate agli allievi durante i corsi di formazione tenuti dall’associazione EXPANDIT CULTURAE.


SP500                   RIALZISTA         corretta
DOW JONES       RIALZISTA         corretta
NASDAQ             RIALZISTA          corretta
NIKKEY                 RIALZISTA        corretta
DAX                       RIALZISTA        corretta
FTSE                      RIALZISTA        corretta
OIL                         RIALZISTA        corretta

venerdì 1 febbraio 2013

Partito Democratico Regolamento Finanziario Coordinamento territoriale di Siena


Partito  Democratico  Regolamento Finanziario   Coordinamento territoriale di Siena
APPROVATO ALL’ UNANIMITA’  ASSEMBLEA PROVINCIALE 29 settembre ’08

CAPITOLO VI
Art. 28 – Doveri degli eletti, designati e nominati

Gli eletti e/o nominati presso enti pubblici e gli incaricati e designati presso altri soggetti pubblico o privati, ai sensi dell’ art. 23 comma 2 dello statuto nazionale nonché dall’ art. 36 comma 8 dello statuto regionale hanno il dovere di contribuire al finanziamento del partito, versando alla tesoreria una quota dell’indennità e degli emolumenti derivanti dalla carica ricoperta con i criteri e nella misura di cui ai successivi articoli.
Il mancato o incompleto versamento del contributo previsto dal regolamento finanziario territoriale, è causa di incandidabilità a qualsiasi altra carica o e  designazione da parte del Partito Democratico e comporta comunque l’applicazione di cui al successivo articolo 37, con le modalità ivi previste.
Ai sensi e in applicazione  del regolamento nazionale  per il tesseramento, in osservanza del presente
regolamento è giusta causa per la sospensione del rilascio dell’adesione il non aver adempiuto agli obblighi di  contribuzione al partito stabiliti in questo regolamento.
Art. 31 – Contribuzioni da eletti a cariche istituzionali o nominati in  enti, società e aziende, senza ricorso all'aspettativa non retribuita.
In conformità con le norme statutarie e regolamentari, nazionali e regionali, gli iscritti al Partito Democratico, o aderenti ai gruppi del Partito Democratico, eletti e/o nominati a cariche istituzionali, o nominati in enti, società e aziende, sono tenuti a versare un contributo, non inferiore al 30% della indennità di carica o dei gettoni e/o medaglie di presenza, calcolato sul lordo del percepito.


Statuto del Partito Democratico Approvato dalla  Assemblea Costituente Nazionale 
il 16 febbraio 2008
Articolo 23.
(Doveri degli eletti)
1. Gli eletti si impegnano a collaborare lealmente con gli altri esponenti del Partito Democratico per affermare le scelte programmatiche e gli indirizzi politici comuni.  
2. Gli eletti hanno il dovere di contribuire al finanziamento del partito versando alla tesoreria
una quota dell’indennità e degli emolumenti derivanti dalla carica ricoperta. Il mancato o in‐
completo versamento del contributo previsto dal Regolamento di cui all’articolo 37, comma 2, è
causa di incandidabilità a qualsiasi altra carica istituzionale da parte del Partito Democratico.

Articolo 37.
(Regolamento finanziario)
1. Il Regolamento finanziario è approvato dal Coordinamento nazionale con il voto favorevole
della maggioranza assoluta dei suoi componenti.
2. Il Regolamento finanziario disciplina le attività economiche e patrimoniali del partito, definisce i rapporti con le strutture regionali e delle province autonome, la quota di iscrizione, la ripartizione dei rimborsi regionali e delle province autonome e il sostegno finanziario degli eletti alle attività politiche del Partito Democratico.

Statuto del Partito Democratico della Toscana  Approvato all’unanimità in assemblea
28 Giugno 2008
Articolo 36.  (Doveri degli eletti)
8. Gli eletti hanno il dovere di contribuire al finanziamento del partito versando alla
tesoreria una quota dell’indennità e degli emolumenti derivanti dalla carica
ricoperta. Il mancato o incompleto versamento del contributo previsto dal
regolamento finanziario regionale, è causa di incandidabilità a qualsiasi altra carica
istituzionale da parte del Partito Democratico. 



AMEN

Aumentano i poveri in Italia ….. e nel frattempo …… a luci spente ……….


Il tetto ai super stipendi nella pubblica amministrazione sara' innalzato a 302.937 euro con un aumento del 3,1% rispetto al 2012. E' quanto emerge da una circolare della Funzione pubblica sui limiti retributivi. Nel 2011 il trattamento era a quota 293.658 euro (usato come riferimento per il 2012).


mercoledì 23 gennaio 2013

Pythia forecasts for January


educational purposes and for those who could not attend our courses publish forecasts of our oracle PYTHIA about the performance of January of the following indexes and commodities

SP500                   BULLISH
DOW JONES       BULLISH
NASDAQ             BULLISH
NIKKEY              BULLISH
DAX                     BULLISH
FTSE                    BULLISH
OIL                       BULLISH

Previsioni PYTHIA di Gennaio


A scopo didattico e per chi non ha potuto frequentare i nostri corsi pubblichiamo le previsioni del nostro oracolo PYTHIA riguardanti l’andamento di Gennaio dei seguenti indici e commodity

SP500                   RIALZISTA
DOW JONES       RIALZISTA
NASDAQ             RIALZISTA
NIKKEY                 RIALZISTA
DAX                       RIALZISTA
FTSE                      RIALZISTA
OIL                         RIALZISTA

Nuovo record del rapporto Debito/PIL in Italia 127.3%.


 Come avevamo ampiamente previsto e anticipato sia durante i corsi che i convegni tenuti presso l’Associazione Culturale “EXPANDIT CULTURAE” la situazione continua a peggiorare.
Secondo  Eurostat, nel terzo trimestre del 2012, il rapporto debito/pil dell'Italia è balzato al nuovo massimo storico, ovvero al 127,3%. Il peggioramento è sia sua base trimestrale - nel secondo trimestre era del 126% - sia su base annua - nello stesso periodo del 2012 era pari al 119,9%.
Le politiche di austerity hanno dato il risultato previsto, il peggioramento della situazione.


Riguardo ai 17 paesi che compongono l'Eurozona, il rapporto debito/Pil dell'area, sempre stando ai numeri di Eurostat, è salito al 90%, + 0,1% su base trimestrale e +3,2% su base annua. Il debito pubblico dell'Italia si conferma il secondo in termini assoluti dopo quello della Germania, pari a 2.150 miliardi di euro, e secondo anche in termini di incidenza sul Pil dopo quello della Grecia, dove il debito è pari al 152,6%.
Il terzo posto nella classifica dei rapporti debito/Pil più alti va al Portogallo, al 120%, seguito dall'Irlanda con il 117%.



martedì 15 gennaio 2013

Le spese per la formazione del personale.


            Nella realtà odierna, per ogni  impresa, è indispensabile avere del  personale che sia in possesso di adeguate capacità professionali. Tale esigenza deriva da vari fattori, come ad esempio l'avanzamento del progresso tecnologico o l'evoluzione della normativa fiscale o civilistica.
            Da qui dunque la necessità sia di formare il personale.
Ovviamente tutto questo ha un costo. Il problema che qui si vuole analizzare è quello di definire se tali costi possono essere considerati costi di esercizio e in quali casi devono o possono invece essere capitalizzati.
           Secondo la prassi di diversi uffici tributari, per le spese relative all’aggiornamento professionale dei dipendenti e dell’imprenditore si applicano le modalità di deduzione previste per le “spese relative a più esercizi” (altrimenti dette “spese pluriennali”) di cui al comma 3 dell’articolo 108 del Tuir, in base al quale tali spese (diverse da quelle relative a studi e ricerche e dalle spese di pubblicità, propaganda e di rappresentanza) sono deducibili “nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio”.
La norma, in altri termini, attribuisce una discrezionalità tecnica all’azienda acquirente, il cui limite è rappresentato dallo stesso programma di ammortamento predisposto dall’azienda interessata.
Il calcolo della quota annuale da portare in deduzione si ottiene dividendo il costo del bene per il numero degli anni previsti in tale programma.
La conseguenza di tale interpretazione è che per il Fisco le spese in esame non sono riconducibili nel novero delle spese per studi e ricerche di cui al comma 1 dello stesso articolo 108, per le  quali è previsto un trattamento fiscale più favorevole consistente nella possibilità di portare le spese stesse in deduzione per l’intero importo nell’esercizio in cui sono sostenute, ovvero in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi ma non oltre il quarto.

La tesi della Corte di Cassazione
                        La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3871/2002 ha affermato che è facoltà dell’imprenditore scegliere se dedurre il costo in un unico esercizio o se frazionarne la deduzione, fino ad un massimo di quattro esercizi; in questo – continua la sentenza - non ha importanza la distinzione tra costi diretti al miglioramento dell’organizzazione aziendale e quelli miranti all’accrescimento della professionalità delle persone che in essa collaborano.
            La stessa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5193/2000, nonché anche con quella n. 3413/2002, aveva in linea di massima già esposto il proprio orientamento, affermando che le spese per l’aggiornamento professionale di cui trattasi rientrano fra “le spese relative a studi” di cui all’articolo 108 Tuir e ne seguono il relativo trattamento fiscale.
Secondo la Corte, infatti, le spese per l’aggiornamento professionale dell’imprenditore e dei suoi dipendenti vanno comprese in detta previsione, considerato che l’ampiezza letterale e logica del riferimento agli “studi” non può non abbracciare tutti gli esborsi finalizzati al potenziamento dell’impresa per il tramite di energie intellettuali, senza distinguere a seconda che l’attività di studio riguardi il miglioramento dell’organizzazione aziendale ovvero la competenza delle persone che in essa collaborano.

Il principio contabile  N. 24
In disaccordo con la tesi dell’Amministrazione Finanziaria anche l’impostazione data al problema dal principio contabile 24, il quale ammette la capitalizzazione di tali costi solo se sono sostenuti da una impresa di nuova costituzione, o da una impresa preesistente rispetto ad una nuova successiva attività, ovverosia solo se si è in presenza dei cosiddetti “costi di start-up”.
Tale Principio contabile riconduce nell’alveo dei costi di addestramento e di qualificazione del personale tutti quelli sostenuti dall’impresa per elevare il grado di professionalità dei propri dipendenti. Tali costi sono definiti “di periodo” e, pertanto, devono essere iscritti nel conto economico dell’esercizio in cui sono sostenuti.
Come conseguenza di quanto sopra, devono essere imputati a conto economico:
Costi di ricerca;
Costi sostenuti prima della apertura di un nuovo stabilimento, costi di start-up sostenuti prima che gli impianti producano a regime (impianto e ampliamento, avviamento impianti);
Spese di costituzione (legali e notarili);
Costi di formazione e addestramento personale;
Costi di pubblicità e oneri relativi;
Costi di ristrutturazione e costi sostenuti per la riorganizzazione del business o di una linea di produzione.


I corsi di natura extraziendale
            Affrontato il lato relativo alla deduzione per l’impresa, resta da sottolineare che in capo ai dipendenti la frequenza di corsi organizzati per meri fini aziendali non produce reddito imponibile.
            Piuttosto diverso, invece, il discorso qualora si parli di costi che hanno natura extraziendale: si pensi ad un corso di golf pagato dal datore i lavoro ai propri dipendenti.
            In tale caso, tuttavia, non sempre si è in presenza di fringe benefit; in capo ai dipendenti bisogna infatti distinguere a seconda che il corso pagato dall’imprenditore sia diretto alla generalità dei dipendenti (o a singole categorie di questi) o meno; solo nel primo caso, infatti, esso non genera materia imponibile.
            Per la società invece la distinzione fatta per i dipendenti non ha rilevanza, nel senso che essa potrà legittimamente dedurre i relativi costi solo per la parte non eccedente il 5 per mille dell’ammontare delle spese per lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi, in base a quanto previsto dall’articolo 100 Tuir.